L’artista ha così sviluppato una coloratissima icona che protegge ed accoglie due minori, due suoi figli, nelle ali del suo ampio mantello. Si tratta di una rivisitazione della “Madonna della Misericordia”, notissima ai pittori quattrocenteschi e famosa nella versione dipinta da Piero della Francesca, che in tal caso vuole rappresentare la maternità come dono, mai come peso. Molti difatti sono i contesti in cui la maternità viene percepita più come ostacolo, incidente o trauma che come dono, valore o scelta; frequente l’alto tasso di giovani madri soprattutto in periferia (e non solo) e note le difficoltà che incontrano le donne impegnate nel mondo del lavoro. La maternità come espressione naturalissima della femminilità, semplice e nobile ad un tempo, viene invece celebrata e restituita da La Fille Bertha con l’intento di affermarne anche il valore sociale. Non sfuggirà infine la suggestione che i due minori siano forse due gemelline.
L’immaginario visivo dell’artista di origini sarde è da sempre popolato da presenze femminili fluttuanti in una dimensione che sembra non avere tempo, e così, anche in questo caso, l’immagine sembra stagliarsi su uno sfondo rarefatto che suggerisce ambiti silenziosi, quasi magici e surreali, puntando all’eternità del messaggio.
L’intervento è stato curato da INWARD con il supporto del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”.